Piano nobile

Sala dell'Antico Testamento

Questa Sala ospitava l’importante collezione di vasi pompeiani messa insieme all’inizio dell’Ottocento dal conte Egidio di Velo.Il restauro del palazzo realizzato nella seconda metà degli anni Settanta ha permesso di ritrovare alcuni frammenti di affreschi con scene dell’Antico Testamento. Le pitture occupano una fascia posta immediatamente al di sotto del soffitto. Le scene si presentano estremamente frammentarie e rovinate; all’altezza degli affreschi nell’Ottocento erano state collocate le travi che sorreggevano il controsoffitto.Le pitture sono state dubitativamente attribuite a Costantino Pasqualotto, artista vicentino di buon mestiere, attivo tra la fine del Seicento e i primi decenni del secolo successivo. Si tratta, tuttavia, soltanto di un’ipotesi: il nome del pittore non compare mai nei documenti che hanno permesso di ricostruire la storia del palazzo.La scena in migliore stato di conservazione si trova sulla parete destra e raffigura il biblico Passaggio del Mar Rosso. L’episodio dipinto sulla parete opposta è troppo frammentario perché se ne possa tentare la decifrazione iconografica. Al di sopra della porta si trova la scena del Giudizio di Salomone. Sulla parete opposta vediamo invece il Convito di Baldassarre, ultimo degli episodi veterotestamentari che compongono la decorazione di questo ambiente.Sulle pareti della Sala osserviamo alcune deliziose figurine in stile pompeiano. Queste immagini, dipinte a monocromo, furono fatte realizzare nell’Ottocento dal conte di Velo che desiderava una decorazione che fosse in tema con la sua collezione di antichità. Muse danzanti e satiri si alternano e compongono eleganti scene inquadrate da motivi ornamentali.

La Sala dell'Antico Testamento

Sala dell'Antica Roma

Questa Sala, chiamata dell’Antica Roma dal soggetto degli affreschi, condivide con la vicina Sala dell’Antico Testamento la medesima storia di manomissioni e restauri.Anche qui era disposta la collezione di vasi pompeiani del conte di Velo. Gli affreschi del fregio che corre lungo le pareti al di sotto del soffitto, sono attribuiti al vicentino Costantino Pasqualotto, operoso all’inizio del Settecento. Fino a pochi anni fa il ciclo di affreschi era nascosto da un controsoffitto, le cui travi hanno gravemente danneggiato le pitture. L’intera parete sinistra è occupata dal noto episodio del Ratto delle Sabine. Al di sopra della porta osserviamo sulla destra la Morte di Sofonisba e dall’altra parte la Continenza di Scipione. Sulla parete opposta è riconoscibile soltanto l’episodio affrescato sulla destra con la storia di Coriolano fermato dalla madre e dalla moglie.

La Sala dell’Antica Roma