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Piano terra

Atrio

L’arco di ingresso del cortile interno di Palazzo Leoni Montanari - così come quella del portone che si affaccia sulla strada - è sormontato da figure a mezzobusto e da caratteristici dragoni alati. Questi animali, grotteschi nella loro ostentata mostruosità, sono quasi un simbolo di quella poetica del meraviglioso che caratterizza l’intera decorazione del Palazzo. Fin dall’ingresso il visitatore doveva provare stupore e ammirazione per le invenzioni decorative fatte realizzare dai Leoni Montanari.

L’atrio del palazzo con l’arco di accesso al cortile che inquadra la loggia sullo sfondo.

Il Cortile e Loggia

Affacciandosi nel cortile si può notare che lo stesso schema decorativo ricorre nei tre archi del porticato, dove si trovano teste d’uomo alternate a coppie di animali fantastici. Spingendo più in alto lo sguardo si può vedere in una nicchia sulla sinistra la grande figura di Apollo, opera dello scultore bassanese Angelo Marinali. La statua affianca la bella loggia d’Ercole, chiusa da vetrate. La visita al piano nobile permetterà di conoscere questo ambiente dal suo interno. La balaustra di ferro in stile liberty che chiude la loggia è un’aggiunta ottocentesca dell’architetto Giovanni Miglioranza, così come il selciato in pietra bianca e nera che ricopre il pavimento del cortile. Sulla parete di fondo del porticato si può scorgere un gruppo statuario con il ratto di Proserpina. Sulla destra, addossata al muro, osserviamo una fontana in pietra a forma di conchiglia con le figure di Giunone e di Venere.

La loggia d’Ercole sul cortile.

Il Camino

All’interno della Sala delle Arti è il grandioso camino che ne prende il nome, l’unico superstite del suo tempo, con cornice in marmo rosso di Verona dai fianchi ad ampie volute su basi a zampa di leone, e trabeazione con fregio pulvinato e ricchi profili. La grande cappa sale fino alle travature completamente rivestita con figurazioni a stucco che simboleggiano le Arti. Al centro, un’ampia ghirlanda di allora circonda un ovato con gli strumenti delle Arti, tavolozza, compasso, squadra, scalpello, martello, illuminati dal sole, emblema di Apollo. La ghirlanda è sorretta, sopra e sotto, da coppie di putti; quelli inferiori con ali di pipistrello alludenti forse all’astro notturno fugato dal sole; quelli superiori volteggianti festosi reggendo un canestro di frutta, incontro solare di Arte e Natura.Ai due lati emergono, ad alto-rilievo, le figure muliebri della Pittura con i pennelli, a destra, e della Scultura con una statuetta in mano, a sinistra. La composizione è conclusa da un drappo fluente dal soffitto. Per il taglio secco del drappeggio e la tipologia dei volti e dei piccoli seni ignudi, gli stucchi sono stati attribuiti allo stesso maestro che fece i sovraporte della Sala dei Quattro Continenti al piano nobile.

Sala delle Arti. Il camino delle Arti.

Lo Scalone

Si accede al piano nobile tramite un ampio scalone. Nella nicchia sotto la rampa inferiore dello scalone è collocata una statua di Venere, piccola ma raffinatissima, opera di Angelo Marinali. Nel pianerottolo del piano terra incontriamo per la prima volta quella decorazione barocca a stucco grassa e pastosa che caratterizza molti degli ambienti del Palazzo. I tondi dipinti a fresco contengono le immagini di alcune divinità del pantheon greco-romano. Sul primo pianerottolo sono collocate quattro statue attribuite allo scultore valsoldano Andrea Paracca. Le prime due figure femminili raffigurano la Primavera e l’Estate. Al dio Bacco, con un grappolo d’uva in mano, è affidato il compito di simboleggiare l’Autunno, mentre l’Inverno è raffigurato da una figura di vecchio che si scalda vicino a un braciere. Proseguendo fino al secondo pianerottolo si arriva al piano nobile.

Lo Scalone. Andito inferiore.