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La Sala Pompeiana - Volti e figure. Artisti, modelle e donne del popolo

La Sala Pompeiana si affaccia su via Toledo e conserva la decorazione di fine Ottocento ispirata al consolidato repertorio pompeiano di intonazione mitologica qui realizzato a tempera, con un gusto fortemente accademizzante.

Si cambia registro in questa sala, sia dal punto di vista formale che iconografico, con la serie, tutta formata da pezzi di straordinaria qualità pittorica, di dipinti di figura.

È il caso del giovanile Ritratto del pittore Vincenzo Migliaro realizzato con un fare rapido dal coetaneo Gaetano Esposito come pegno di amicizia, e i due Autoritratti di Francesco Paolo Michetti, destinato a diventare un protagonista sulla ribalta nazionale, anche per il suo legame con Gabriele D’Annunzio.

Nel primo, eseguito a olio con veloci impasti di colore, appare ancora adolescente; nel secondo, dove risulta ormai padrone della raffinata tecnica del pastello allora ritornata in auge, guarda ora sicuro e spavaldo davanti a sé puntando gli ammalianti occhi scuri sullo spettatore.

Ancora Esposito, Migliaro e Salvatore Postiglione, ultimi protagonisti della ormai declinante stagione del naturalismo, si presentano come gli interpreti – con risultati che hanno la stessa forza icastica raggiunta da Salvatore Di Giacomo nei suoi versi, anche quelli per le canzoni popolari – di una femminilità e di una sensualità tutte mediterranee, anzi partenopee. La fragrante materia pittorica utilizzata, stesa con pennellate robuste che addensano gli strati di colore, rende con grande efficacia questa vitalità prorompente, tutta fisicità e sentimento, gioia e dolore insieme.

Il vertice di questa poetica lo ritroviamo nella luminosità vibrante della Dama col ventaglio di Morelli. Questo capolavoro, già sottilmente pervaso di umori decadenti, è l’immagine trasfigurata di Anna Cutolo, detta Nannina o “Cosarella”, popolare modella napoletana che diventerà la moglie di Vincenzo Gemito.