MILANO, Piazza della Scala, 6

N. verde 800.167619

 

Il caveau: l’idea di un deposito “aperto”

Dai sotterranei dell’ex salone della Banca Commerciale Italiana si accede a un grande caveau, un tempo utilizzato per contenere cassette di sicurezza con oggetti e materiali preziosi, oggi trasformato in un deposito attrezzato per custodire opere d’arte, ammirabile attraverso un cancello metallico. L’architetto De Lucchi, mantenendone la funzione e l’atmosfera, trasforma il caveau della sede storica della Banca Commerciale Italiana in coerenza con la nuova vita dello spazio espositivo: rimane l’idea di deposito, che diventa luogo di conservazione di opere d’arte, ammirabile attraverso un cancello metallico.
Da luogo chiuso e inaccessibile, il caveau diventa quindi uno spazio che mantiene integro il suo fascino e allo stesso tempo accoglie e incuriosisce il pubblico, apre a nuove prospettive, fa intravvedere ciò che non è possibile mostrare nelle sale museali e che potrà essere protagonista di esposizioni future.
In questa idea di “deposito aperto”, circa 500 dipinti sono appesi su pannelli di rete scorrevoli, con un sistema ottimale per l’archiviazione e la conservazione, realizzato in modo da tenere le opere in vista, quasi a creare piccoli, inaspettati percorsi espositivi.
Periodicamente sono programmate visite guidate al caveau, dove guide specializzate descrivono le opere in relazione ai metodi d’archiviazione e conservazione.
Gli ambienti sotterranei, progettati nei primi decenni del secolo scorso da Luca Beltrami, presentano un linguaggio architettonico coerente con l’intero organismo dell’edificio. Nella sala allora riservata alle cassette di sicurezza domina un disegno compositivo singolare e simmetrico: l’ampio spazio è retto da due imponenti colonne di un esplicito ordine dorico, con pulvino con triglifi: mentre l’esterno dell’edificio è retto dall’ordine ionico delle colonne giganti che scandiscono la facciata, con quelle doriche del sotterraneo Beltrami ha voluto corrispondere alla canonica sequenza di sovrapposizione degli ordini classici, e la cosa non deve essere sfuggita ai più colti osservatori dell’epoca. Allo stesso modo, la scala, la balaustra del ballatoio, i particolari in ghisa/ferro riprendono gli stilemi e il disegno fitomorfo adottato anche nella balaustra dello scalone d’onore del piano superiore, delineando, anche nell’uso degli arredi e degli elementi decorativi, un complessivo disegno di forte coerenza e di consapevole rinuncia a più aggiornate accentuazioni di gusto.