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MILANO, Piazza della Scala, 6

N. verde 800.167619

 

Le tredici sezioni

Sez I - Il genio di Canova nei bassorilievi Rezzonico. Tra epica omerica ed etica socratica, tra virtù cristiane e filantropia illuminata (sale 1-2-3-4)

Una serie di tredici bassorilievi di staordinaria grazia ed eleganza, eseguiti dal "Fidia moderno", rappresentano le virtù cristiane, le opere di misericordia e scene ispirate dai poemi di Omero e Virgilio e dal Fedone di Platone

Sez II - Hayez e i grandi temi romantici. Tra pittura storica e melodramma (sala 5)

Quattro capolavori di Francesco Hayes, protagonista della pittura storica del Romanticismo e celebrato da Mazzini come il vate della nazione, rievocano scene tratte dalla storica antica e dalle vicende del medioevo e del Rinascimento.

Sez III - Giovanni Migliara e il fascino pittoresco degli antichi monumenti. Molteni, Ronzoni, Piccio, Inganni, protagonisti del Romanticismo lombardo (sale 6-7)

I dipinti di Giovanni Migliara, che raffigurano con stupefacente abilità e precisione antichi monumenti, sono accostati a quelli di Giuseppe Molteni, caratterizzati da eleganza e raffinati artifici pittorici, ad opere legate al Realismo lombardo.

Sez IV - Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis e la grande epica del Risorgimento (sale 8-9)

Con vivacità e precisione documentaria, i pittori-soldato come Gerolamo Induino e Sebastiano De Albertis restituiscono, nelle loro tele, gli episodi, l'entusiasmo patriottico e la forza epica che hanno segnato la nostra storia risorgimentale.

Sez V - L’immagine di Milano nella veduta e nella pittura prospettica. Il Duomo (sale 10-11-12-13)

I dipinti di Giovanni Migliara, Luigi Bisi, Giuseppe Canella, Luigi Premazzi, Angelo Inganni riproducono l'immagine ottocentesca di Milano - i luoghi, gli interni prospettici, gli eventi, i costumi e soprattutto il suo monumento simbolo, il Duomo - documentando le trasformazioni che la città ha vissuto nell'arco del secolo.

Sez VI - L’immagine di Milano. Il fascino popolare dei Navigli (sala 14)

I Navigli furono un soggetto ideale di molti pittori dell'Ottocento - in particolare di Giuseppe Canella, Angelo Inganni, Luigi Premazzi, che crearono in questo genere commoventi capolavori -, attratti dalla vitalità sociale e dalle atmosfere malinconiche e poetiche di queste straordinarie vie d'acqua, destinate a scomparire all'inizio del Novecento.

Sez VII - Il paesaggio lombardo.Tra la suggestione poetica di Manzoni e la ricerca del vero (sala 15)

Il tema del paesaggio acquista rilevanza nella pittura dell'Ottocento, ora reinterpretato liricamente per influenza dei Promessi Sposi manzoniani, ora trattato con maggiore realismo, ora rappresentato secondo le emozioni ricevute dall'occhio dell'artista lavorando en plein air, sulla scia delle nuove esperienze dell'Impressionismo e del Divisionismo.

Sez VIII - Il revival del Settecento nel salotto borghese (sala 16)

Tra il settimo e l'ottavo decennio del secolo si assiste a un ritorno d'interesse nei confronti della civiltà del Settecento, e anche in pittura si vedono rispecchiati l'eleganza, il lusso, la libertà di costumi, il disimpegno, la gioia di vivere, l'evasione tipici di quel secolo.

Sez IX - La pittura di genere. Scene della vita del popolo (sale 17-18)

Nella seconda metà del secolo gli artisti, riprendendo la tradizione fiamminga, si dedicano alla pittura di genere: i dipinti dell'ambiente milanese riflettono i duri problemi della vita quotidiana e le tensioni di una società in radicale trasformazione a causa della rivoluzione industriale, mentre i pittori napoletani rappresentano una realtà popolare solare e pittoresca.

Sez X - Dai macchiaioli ai divisionisti. La sperimentazione atmosferica sul vero (sala 18)

Le opere dei macchiaioli toscani e di altri movimenti di rottura rispetto al Romanticismo e all'arte accademica rinnovano la visione e la riproduzione della realtà attraverso una pittura che, basata sulla sperimentazione della luce e del colore realizzata all'aria aperta, non dava più importanza ai contenuti ma solo al modo di dipingere.

Sez XI - La pittura alpestre. Dalla poetica del sublime al paesaggio come espressione delle sensazioni e delle emozioni (sale 19-20)

La pittura di paesaggio conosce nella seconda metà del secolo una svolta decisiva: i pittori, andando a dipingere ad alta quota, intendono interpretare lo smarrimento dell'uomo contemporaneo di fronte ad una realtà urbana sempre più alienante e l'ispirazione a ritrovare se stessi a contatto con la natura.

Sez XII - Il Simbolismo. Tra natura e allegoria (sale 21-22)

Straordinarie opere di autori come Leonardo Bazzaro, Angelo Morbelli, Gaetano Previati documentano le diverse declinazioni e la diffusione del Simbolismo in Italia tra Otto e Novecento: gli accenti simbolisti finiscono con il prevalere sulla rappresentazione della realtà, che viene trasfigurata su un piano universale.

Sez XIII - Umberto Boccioni. Dal Divisionismo al Futurismo (sala 23)

Quattro capolavori della pittura di Umberto Boccioni rappresentano quel momento esaltante in cui dall'esperienza divisionista nasceva una nuova, rivoluzionaria, visione e rappresentazione della realtà: il Futurismo.